Scuola di Liberalismo a Milano!

La scuola è sorta a Roma nel 1988. Questo corso è organizzato dagli amici della Fondazione Einaudi e da Alumni Bocconi-Gruppo Giuristi ed è coordinato da Piergiorgio Mancone (p_mancone@hotmail.com)

Le iscrizioni si ricevono per posta elettronica agli indirizzi degli organizzatori (scuoladiliberalismo@teletu.it) e vanno formalizzate alla prima lezione utile insieme al contributo di 30€, comprensivi di un libro delle precedenti lezioni della Scuola.

Prima lezione, Martedì 27 Marzo, ore 19, piazzetta Maurilio Bossi 2!

Per qualunque informazione, contattateci!

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L’Italia del Tea Party

Pubblichiamo questo articolo del sito www.teapartyitalia.it, scritto da Adriano Teso in merito alla manifestazione liberale del 26/11/11.

Sabato 26 novembre 300 ragazzi e ragazze dei Tea Party italiani si sono riuniti per la prima volta “in piazza” a Milano, con tanto di microfono, sgabello e banchetto con distintivi, magliette, libri e bandiere.
Bravi oratori e tecnicamente preparati su una materia non facile quale la pressione fiscale. Meritavano una migliore attenzione da parte del “partito” dei tartassati fiscalmente e dei media. Ma, sono certo, cresceranno e ce li ritroveremo in Parlamento e al Governo.

Sono bravi, per bene e trattano il tema essenziale fra Stato e Cittadini.
In piazza San Babila, con Enrico Montesano – che ci ha messo la sua simpatia romanesca e l’ironia dell’attore – hanno voluto ricordare, al Governo e al Parlamento, che chi paga le tasse ne paga già troppe. E’ noto che una decisione di aumentarle provocherebbe un aumento della disoccupazione ed una spirale senza fine con un ulteriore abbassamento del tenore di vita degli italiani.
La via maestra è solo il taglio deciso della spesa pubblica, il taglio degli sprechi, delle ruberie e dei privilegi dello stato. Read more

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IndispensabilMonti?

Premesso non mi piace che a guidare il paese sia un appartenente del Bildeberger Group, il rappresentante europeo della Trilateral Commission o l’international advisor di Goldmann Sachs. Ancor meno mi piace il fatto che il nome di Monti circolasse ben prima di quota 308.

Non mi piace perché qualche conto non mi torna.

Sia come sia, ha ottenuto la fiducia dal Parlamento e tanto mi deve bastare (p.s. ricordo a tutti che noi non eleggiamo il Governo, bensì il Parlamento, sarà poi questo a dare la fiducia al Governo).

Tutti i giornali, in particolare quelli antiberlusconiani, hanno festeggiato il nuovo Re Taumaturgo che con la sua sola presenza avrebbe messo a posto la nostra disastrata nazione, ho sentito, tra l’altro, Bersani dichiarare che è stato merito dell’opposizione la “caduta” di Berlusconi (ricordo anche a lui che le opposizioni avrebbero potuto vantare meriti solo nel caso di sfiducia parlamentare, e così non è stato).

Ma torniamo a noi. Read more

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Eventi Liberali a Milano per i giovani!

 

I Giovani Liberali della Lombardia parteciperanno ad entrambi gli eventi!

Vi aspettiamo!

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SB, l’ancora

Il tormentone SB è durato 17 anni, di cui 10 con lui primo ministro, perché, evidentemente, le persone che gli hanno dato fiducia erano tante, tantissime. Sono certo, però, che se ora chiedeste ai vostri amici berlusconiani, vi direbbero che loro lo votavano tappandosi il naso, che era solo il meno peggio e che, fondamentalmente, nemmeno loro ci hanno mai creduto. Questo accade perché, prima di essere berlusconiani, sono italiani e questo è il nostro istinto, la storia ce lo insegna. A me invece, sarà che sono brianzolo, è successo il contrario.
Ho sempre ritenuto SB un’ancora, di salvezza da un lato, ma dall’altro ci frenava e non ci permetteva di andare al largo, di navigare nel mare aperto, eravamo (siamo) sempre fermi. Per dare la svolta, quindi, serviva archiviare SB e con lui tutta quella classe politica mediocre e fallita, buona solo a gridare, a far polemica e a guardare con chi andasse a letto il premier, su questo, bisogna ammetterlo, erano dei campioni. Read more

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I liberali per Einaudi

Per ricordare Luigi Einaudi, a 50 anni dalla scomparsa
“Il suo passato per il nostro futuro”

In occasione del cinquantesimo anniversario della scomparsa di Luigi Einaudi, e per la pubblicazione dell’antologia “In lode del profitto e altri scritti” (IBL Libri, 2011), l’Istituto Bruno Leoni (www.brunoleoni.it) e l’Associazione Impégnàti (www.impegnati.it) hanno pensato di ricordare con un “evento multisede” una delle figure di maggior prestigio della cultura italiana del Novecento. Read more

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Renzi, tu non sei di sinistra

Si è concluso oggi, Domenica 30 Ottobre, il Big Bang alla Leopolda di Matteo Renzi e dei Rottamatori del PD. E si è concluso, come consuetudine, con il discorso del leader.
La critica che si faceva a Renzi era sempre la stessa: “facile parlare, tira fuori le proposte” e il giovane sindaco questa volta l’ha fatto.
Dovevamo aspettarci, allora, proposte di sinistra, più giovani, più moderne, più adatte al terzo millennio, ma di sinistra. Invece no. No, perché quando si sente parlare un 36enne italiano di sburocratizzazione, di abolizione del valore legale del titolo di studio, di dimezzamento del numero dei parlamentari e di altre proposte tipicamente liberali, non crediamo che questo sia un noto esponente del PD. Non gli basta, vuole anche i partiti fuori dalla RAI e dalle municipalizzate.
Definisce un dannoso “inciucio” il governo D’Alema. Read more

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La sentenza Knox

La sentenza emessa dagli unici soggetti costituzionalmente legittimati ad emetterla del caso di Perugia è stata accolta dai giudici di strada con un vergogna vergogna.

Emblematica, ancora una volta, è la reazione delle persone che, seguendo il giudizio mediatico, emettono la sentenza che preferiscono sulla base di ricostruzioni, voci di corridoio e tutto quanto il colore che i giornali riescono a porre nei loro fogli.

Ora è bene non dimenticarsi che principio di civiltà giuridica è non condannare quando vi è un dubbio circa l’innocenza o la colpevolezza di una persona. Il famoso ragionevole dubbio di cui sentiamo parlare nei film americani.

Ma si sa, ci piace talmente tanto la fiction televisiva che preferiamo la ricostruzione mass mediatica rispetto all’oggettività delle prove. Non sto citando il buon Grissom, mi baso su ciò che ogni giurista tiene in debita considerazione. Le prove. Read more

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Testamento biologico, un diritto.

L’argomento di cui voglio parlare è la vita come bene giuridico primario.
Il nostro Ordinamento,come noi sappiamo,tutela la vita attraverso due tipi di fonti:la Costituzione e la legge penale.
Il bene vita è un tipo primario di rilevanza costituzionale implicita,in quanto non esiste un’esplicita norma costituzionale che protegga il bene in sé e per sé considerato,ma esso funge da presupposto logico-ontologico al fine della tutela di altri beni “espliciti”(salute,dignità e libertà umana,sicurezza ecc.).
Connesso alla vita,esiste il diritto alla salute,quest’ultimo tutelato dall’articolo 32 della Carta,il quale,facendo un’interpretazione costituzionalmente orientata,ci dice che,da un lato,la salute è un diritto indisponibile,ma,per altro verso,che è un diritto incoercibile,nel senso che neanche il legislatore può manometterlo se è tangibile il rischio di un pregiudizio alla dignità umana.
Detto ciò si capisce che l’Ordinamento tutela quelle situazioni in cui una persona sia determinata nella volontà di non ricevere alcun trattamento sanitario e di lasciarsi morire (salvo il limite della volontà del legislatore,derogabile col rispetto della persona umana,si intende),lasciando lo spazio aperto all’eutanasia e al testamento biologico. Read more

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Questione morale e garantismo

Con una lettera al Direttore del Corriere della Sera Bersani pone forse e finalmente fine alla ventennale superiorità etica

Sia chiaro, non lo scrivo con soddisfazione, nè con sorpresa. Diciamo che finalmente si affronta il tema in maniera seria e non populista, abbandonando il ” noi siamo onesti e voi no”.

Bersani infatti scrive “Noi non rivendichiamo una diversità genetica. Noi vogliamo dimostrare una diversità politica.”
Mi viene da dire, ci voleva tanto? Perchè siamo andati avanti per anni a sentirci dire che il Pdl era una partito di mafiosi e che loro sì che erano eticamente superiori?
Lungi da me difendere i processati pdellini, o fare classifiche di chi ruba di più, per me chi approfitta della cosa pubblica va punito con severità sia che rubi un euro che un miliardo, ma mi chiedo chi davvero credesse che prendere la tessera di un partito piuttosto che di un altro, rendesse più puliti a prescindere.
Oppure sarebbe il partito a fare una tale e rigorosa selezione da eliminare a priori tutte le mele marce in barba al principio che l’occasione fa l’uomo ladro?
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